La memoria del colore e altre ombre informali
Olafur Eliasson
La memoria del colore e altre ombre informali
AA.VV.
postmedia 2007
96 pp. -- 66 illustrazioni colore e bn
testi in italiano e inglese
isbn 8874900341
in libreria a giugno
Grazie a The weather project Olafur Eliasson ha raggiunto una popolarità di solito sconosciuta ai protagonisti dell'arte contemporanea. Questo libro è il tentativo di restituirne l'immagine nei dettagli, di capire le ragioni di questo successo e la complessità di un'opera composta perlopiù di installazioni composte da luce e colori, dalla necessaria interazione col pubblico e dalla consapevolezza di un mondo sempre meno disposto a discutere l'apparenza delle immagini. Il libro contiene saggi di Hans Ulrich Obrist, Paul Virilio, Gunnar B. Kvaran ed Emi Fontana, oltre ad una selezione di statement dello stesso artista.
Il lavoro di Olafur Eliasson si colloca oltre la land art, come tentativo di irrompere nella profondità ottica delle apparenze... esso offre un buon esempio dell’incidente del tempo nello spazio delle arti plastiche, nell’epoca di questa repentina “tele-presenza” che è il nostro quotidiano; i suoi lavori silenziosamente ci reintroducono nel mistero dell’apparizione che condiziona tutto ciò che è verosimile.
(Paul Virilio)
Del lavoro di Olafur Eliasson mi ha sempre affascinato il processo che porta al lavoro finito, le ricerche approfondite e lunghissime che lo impegnano ogni volta che prepara un progetto o una mostra. "La ricerca per The weather project" mi diceva l'artista, "agli inizi non aveva una finalità", proprio perchè un aspetto importante della sua ricerca è quello di "fare i conti con fattori istituzionali che inevitabilmente risultano oscuri". Che l'istituzione sia grande o piccola il problema resta: "Quanta influenza avrà il contesto sul progetto e che possibilità c'è di negoziare questa influenza in modo da trasformarla in qualcosa di potenziale e innovativo?"
(Hans Ulrich Obrist)
Olafur Eliasson è nato nel 1967 a Copenhagen da genitori islandesi. Dal 1993 vive e lavora a Berlino dove ha sede lo Studio Olafur Eliasson, un laboratorio che oltre alle sperimentazioni dell'artista è anche impegnato in progetti architettonici. Nel 2003 Eliasson rappresenta la Danimarca alla Biennale di Venezia dove presenta The blind pavilion, mentre nella Biennale del 2005 ha presentato Your black horizon all’isola di San Lazzaro degli Armeni. Del 2003 è anche il lavoro che gli da popolarità mondiale: The weather project, allestito nella turbine hall della Tate Modern a Londra, viene visto da oltre due milioni di spettatori. E' in preparazione la più grande retrospettiva mai organizzata sul suo lavoro - Take Your Time, a cura di Madeleine Grynsztejn - che inaugurerà l'8 settembre 2007 all'SFMoMA e nell'aprile del 2008 al MoMA di New York.
http://www.postmediabooks.it/catalogonext.htm


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