Il 2 aprile ricorre il primo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.
In tutto il mondo si stanno organizzando iniziative per ricordare quella data e l’evento che l’ha accompagnata, cioè la partecipazione affettiva di massa, che ha coinvolto alcuni miliardi di persone, evento unico nella storia dell’umanità.
A Roma, la coda dei pellegrini che attendono di poter entrare nelle grotte vaticane per rendere omaggio alla tomba di Papa Wojtyla è tornata ad essere lunghissima. Il ricordo di questo grande uomo è vivo più che mai.
Sono numerose anche le iniziative audiovisive e editoriali.
E tra queste, un magnifico volume della Mondadori dal titolo “Il Papa di Fatima – Vita di Karol Wojtyla”, firmato da Renzo Allegri, in libreria dal 14 marzo.
Un libro singolare e coraggioso. Non è, infatti, una normale biografia. L’autore si è proposto di raccontare le vicende dell’esistenza di questo grande uomo partendo da un’angolatura insolita. Ha preso come punto di riferimento il fatto che Giovanni Paolo II si è riconosciuto in quel “vescovo vestito di bianco” di cui si parla nella terza parte del Segreto di Fatima.
Questa convinzione del Papa, sottolinea l’autore, apre prospettive sconvolgenti. Il Segreto, infatti, fu affidato dalla Vergine ai tre bambini portoghesi il 13 luglio 1917, cioè tre anni prima che Karol Wojtyla venisse al mondo. Quindi, la Madonna parlò di lui, lo conosceva, sapeva che sarebbe diventato Papa quando Karol Wojtyla non era ancora stato progettato dai suoi genitori. Cosa assurda, pazzesca, per chi non crede. Ai credenti, invece, suggerisce una visione della storia di quest’uomo dalle complicanze e dagli addentellati stupefacenti, che oltrepassano il “contingente”, cioè la realtà temporale.
Partendo da questa constatazione, l’esistenza di Wojtyla risulta inserita in una vicenda storico-spirituale di portata mondiale, com’è quella tratteggiata nelle Profezie e nel Messaggio di Fatima, e che riguarda soprattutto l’ideologia ateistica del marxismo materialistico, cioè il Comunismo sovietico, la diffusione degli errori del Comunismo nel mondo, con la persecuzione della Chiesa e il martirio dei milioni di credenti. Ma poi si arriva alla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, (realizzata da Wojtyla nel 1984 ma che la Madonna aveva chiesto nel 1929) e la conseguente improvvisa caduta dei regimi comunisti, e il nuovo corso della storia che dovrebbe, secondo la promessa della Vergine, sfociare, alla fine, in “un periodo di pace”. Protagonista di queste vicende, Karol Wojtyla. Dichiarato protagonista tre anni prima della sua nascita, con l’affidamento di una Missione fondamentale per la salvezza dell’umanità. Ma per realizzarla, egli ha dovuto fare i conti con le forze del Male, che hanno provato a impedirla con ogni mezzo.
E l’autore del libro documenta come l’esistenza di Wojtyla sia stata un susseguirsi di “attentati” che hanno insidiato la sua vita e la sua vocazione. Almeno quattro, cinque volte Wojtyla giovane è incappato in incidenti in cui sarebbe dovuto morire e si è salvato in modo misterioso, “miracolosamente”. Nel 1981 è arrivato poi l’attentato in piazza San Pietro, che ha “suggerito” la vera chiave di lettura dell’esistenza di quest’uomo.
Il libro è, quindi, una vera e propria biografia di Giovanni Paolo II. Ma, osservata alla luce di queste “possibilità” e di queste “misteriose coincidenze”, la storia si arricchisce di un respiro e una interpretazione veramente insoliti e avvincenti, e solleva interrogativi e riflessioni molto impegnativi. Stanislao Dziwisz, che è stato il fedelissimo segretario di Giovanni Paolo II e ora è Arcivescovo di Cracovia e neo cardinale, a proposito della tesi sostenuta in questo libro, ha scritto all’autore: <
Monsignor Mario Rizzi, arcivescovo, insigne latinista, Nunzio Apostolico, ha dato del libro un giudizio veramente entusiastico: <
RENZO ALLEGRI
renzo@editorialegliolmi.it
Il libro ”Il Papa di Fatima”, di Renzo Allegri. Mondadori Editore.
Content Management
"Content Management. Progettare, produrre e gestire i contenuti per il Web", edito da Apogeo, a cura di Alessandro Lucchini.
Un libro a più mani, cui hanno partecipato 46 autori tra docenti e studenti, nato durante il primo Master in Web Content Management realizzato dall’Ateneo Multimediale - http://www.ateneomultimediale.it/ - di Milano.
Il libro si propone di dare una sistemazione ideologica al mestiere del Content Manager e si apre con la definizione proposta da Franco Amicucci, nella prima ricerca sulle professioni del web in Italia – pubblicata su Panorama. “Web Content Manager : E' il responsabile e l'ideatore dei contenuti editoriali del sito, ne definisce le strategie di impostazione e garantisce il loro continuo aggiornamento. Pianifica il contenuto dei servizi e la loro pubblicazione: le figure direttamente impegnate nella scrittura di testi per il Web si rapportano con questa figura.”
Il libro è rivolto "A te che hai scritto sul biglietto da visita ‘Content Manager'. A te che sul biglietto hai scritto un'altra cosa, ma che in realtà fai questo. A te che fai tutt’altro, ma sei attratto da questa nuova professione.” (Lucchini)
“Content Management” è il primo libro italiano dedicato alla gestione dei contenuti web. L’impaginazione ricorda molto quella di un sito: titoli, sommari, spaccature, box, e numerosi link. Questi ultimi, sono senza dubbio l’aspetto più curioso ed innovativo del libro, poiché fanno sì che la lettura non si esaurisca al termine delle 400 pagine, ma continui nel web, permettendo al lettore un migliore approfondimento dei temi che vengono trattati nel corso dei 35 capitoli.
Il libro è suddiviso in 14 sezioni, ciascuna delle quali affronta uno dei temi cui ruota attorno il Content Management:
· Scrittura. Le regole del web writing, non solo con i validi principi di Jakob Nielsen, ma con i cinque valori profetici di Calvino: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. I valori della letteratura di ogni tempo, che Calvino suggerisce, però, di portare nel nuovo millennio. Sono già state dimostrate le connessioni esistenti tra le Lezioni Americane e la scrittura del web. Quelle cinque parole esprimono, infatti, anche i valori chiave di internet.
· Giornalismo online. Il cambiamento del giornalismo sotto i colpi di internet. La vera rivoluzione? La Rete ha portato alla “morte della distanza”, ha annullato il tempo e lo spazio. Le notizie, oggi, sono in tempo reale e per tutti. I casi Apogeonline - webzine di cultura digitale – e tgcom.
· Strategia and concept. L’impostazione strategica che è alla base della pianificazione e della gestione di contenuti. L’importanza, per ogni sito internet, di analizzare le aspettative della clientela e le potenzialità di offerta, e di trovare le forme più appropriate di reperimento o sviluppo interno dei contenuti.
· Struttura. I modelli più potenti dei siti, e il valore della logica come pratica di progettazione: più i siti web fondano la propria struttura su logiche coerenti, più la loro efficacia in termini di business sarà garantita. Per gli utenti, poi, il vantaggio sarà la facilità di accesso alle informazioni. · Usabilità. Alcune domande sul problema centrale del successo di un sito. Come nasce la struttura di un sito? Quali sono gli elementi strutturali? Struttura invisibile? Usabilità o accessibilità?
· Semiologia. Comunicare è un'attività piena di rischi. Il primo è quello di non essere compresi, addirittura di essere fraintesi dal nostro interlocutore. La "net semiology" aiuta a risolvere i problemi comunicativi in Internet.
· Gestione. Le scelte per organizzare il processo di gestione dei contenuti vanno indirizzate in base ad obiettivi e risorse. Analisi del percorso di progettazione, con uno sguardo alla logica dei contenuti e uno all'organizzazione del lavoro.
· Relazione e interazione. Sono i valori centrali del web. Gli strumenti che li sostengono (e-mail, forum, newsgroup, chat), i soggetti che li usano al meglio, il loro sbocco naturale: il CRM - Customer Relationship Management -.
· Tecnologie. Un sito che attira i visitatori e li convince a tornare è un sito che offre approfondimento e interattività, personalizzazione e strumenti di navigazione.
· Sicurezza. Le regole e la sicurezza informatica in azienda hanno bisogno di essere accettate, seguite e verificate. Il web content manager deve trasmettere le esigenze del reparto IT all'intera struttura aziendale organizzando le informazioni in maniera efficace.
· Knowledge management. Il passaggio dalla gestione della conoscenza alla condivisione della conoscenza, e alcune idee per lo strumento principe di questo processo: la intranet.
· E-learning. I contenuti dell'e-learning; la motivazione, la spettacolarizzazione e le strategie formative; la qualità della scrittura e degli elementi multimediali; gli standard internazionali; formazione, informazione e strategia didattica; il ruolo delle comunità di apprendimento online; i software per la gestione dei contenuti e-learning.
· Normativa. Una panoramica sulle iniziative legislative in ambito europeo e i debiti confronti con le esperienze americane: regolamentazione e autoregolamentazione, obblighi e responsabilità degli internet provider, firma digitale, misure minime di sicurezza informatica, commercio elettronico, tutela del software e delle banche dati, nuova legge sul diritto di autore
· Testimonianze. L’identikit del Web Content Manager : formazione, abitudini, passioni, fissazioni.
Nel libro sono presenti numerose interviste, tra cui quella a Leandro Agrò, Riccardo Bagnato, Caterina Della Torre, Lucia Predolin e Luisa Carrada.
Un libro nato in un’aula di formazione, che si sviluppa nel web attraverso il sito http://www.webcontentmanagement.it/ , che si propone anche come luogo di confronto con i lettori e i professionisti del settore, nonché come spazio per l'aggiornamento dei contenuti.
Sara Caminati
Libri: prima “assaggi” e poi compri
Gli "assaggi di lettura" di 250 libri, disponibili gratuitamente grazie a un'iniziativa che vede coinvolti gli oltre 200 editori indipendenti italiani del portale www.365bookmark.it. E i numeri sono provvisori e in costante crescita. Quella che viene offerta è la possibilità di leggere, in modo assolutamente gratuito, interi brani o capitoli tratti dai libri presenti sul sito in questione. Si tratta semplicemente di scaricare sul proprio computer “l’assaggio” del libro scelto, in formato PDF, eventualmente di stamparlo, e di lasciarsi quindi trasportare dallo sviluppo della trama. Un po’ come accade nelle librerie reali, si possono così leggere le prime pagine di un romanzo o un di saggio, appassionarsi alle vicende dei protagonisti e, se interessati, comprare il libro per scoprire il finale. Scorrendo l’elenco dei titoli, ce n’è davvero per tutti i gusti, dalla narrativa ai gialli, dalle più scottanti tematiche di attualità, ai successi editoriali degli ultimi mesi.
“La guerra dei mondi” di Orson Welles, edito da Baskerville, è il celeberrimo adattamento radiofonico tratto dal racconto di H.G. Wells, ormai considerato a tutti gli effetti un classico della fantascienza. Un annunciatore anonimo interrompe una trasmissione radiofonica con la notizia che i marziani sono sbarcati nel New Jersey. Quando la trasmissione andò in onda, diventando uno dei momenti più famosi dell'intera produzione di Welles, si verificò un fenomeno straordinario di “schizofrenia” collettiva a livello nazionale che creò la leggenda di Welles stesso. Altro successo editoriale da “assaggiare” sul sito è “Correndo con le forbici in mano” (Alet Edizioni), da oltre un anno tra i libri piu' venduti in America. Esilarante e struggente, forsennato, terrificante, raffinato e vendicativo, non lascia il tempo di prendere fiato. E’ la storia di Augusten, che inizia a tutta velocità quando lui ha nove anni e non rallenta più per tutta la sua adolescenza. “I giorni dell'abbandono” (Edizioni e/o) della misteriosa autrice Elena Ferrante, caso letterario e cinematografico dello scorso autunno, è invece la storia di una donna gettata in un gorgo scuro e antico dall'improvviso abbandono del marito. Sempre della storia di una donna, ma in un contesto totalmente differente, racconta “Il vestito nero di Odelia” di Voland: Odelia, giovane e seducente studentessa, chiede aiuto per la stesura della tesi ad Amir, trentacinquenne docente dell’Università di Tel Aviv. L’erotismo, il fascino e la personalità oscura della ragazza arriveranno a sconvolgere la vita del giovane professore. Ambientato tra Tel Aviv e Venezia, il libro è stato definito dalla stampa “il primo e unico romanzo italo-ebraico ambientato in Israele”.
“Uomini, cialtroni e altre nefandezze” di Giraldi Editore, è invece un divertente “manuale” che affronta l’annoso tema delle cialtronerie sentimentali maschili, problema sociologico a tutti gli effetti. Ecco quindi una guida per la sopravvivenza della donna moderna nella giungla cittadina, dove spesso gli uomini sanno essere abili camaleonti. Ancora protagonista una donna nel romanzo, questa volta autobiografico, della giovane scrittrice Amelie Nothomb, con il suo tredicesimo libro “Biografia della fame” (Voland): episodi a volte buffi e commoventi, a volte drammatici, che tratteggiano gli anni del nomadismo familiare in paesi esotici, al seguito del padre diplomatico e i problemi di rapporto con se stessa e con gli altri che ne derivano, il tutto consumato in una divorante fame di vita e di esperienze.
Non mancano titoli che guardano alla nostra società con occhio critico e pungente. Se come diceva Aristotele “l’uomo è ciò che mangia”, a ormai poche settimane dalle elezioni, forse potremo conoscere meglio i nostri politici sapendo cosa e come mangiano, grazie ad “Aggiungi un seggio a tavola” di Graus Editore. L’uno dopo l’altro, scorrono gusti e racconti di, tra gli altri, Giulio Andreotti, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini, Alfonso Pecoraro Scanio, Margherita Boniver, Oliviero Diliberto, Maurizio Gasparri, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Mariotto Segni, Giuseppe Ayala, Vittorio Sgarbi, Achille Occhetto.
E ancora, cosa trasforma un fatto, un evento, una notizia, in qualcosa che “forse non sai”? “50 cose che forse non sai” (Nuovi Mondi Media) è un piccolo libro di facile lettura, diventato subito un bestseller in Canada e negli Usa, che raccoglie 50 saggi su fatti e verità scomode, sconosciute o comunque poco note. Come difendersi dalle Banche ce lo spiega invece “Banca bassotti” di Stampa Alternativa/Nuovi equilibri, il primo manuale di autodifesa del cittadino risparmiatore. Attraverso le esilaranti avventure di un impiegato della fantomatica BANCA BASSOTTI alle prese con BOT, azioni, fondi comuni, polizze, il libro ci svela i trucchi per accaparrarsi i clienti, i costi occulti, le tecniche dei promotori finanziari e le terminologie fumose delle polizze. In un’ epoca di “precariato flessibile”, “Tu quando scadi?” (Manni Editore) fa raccontare la realtà del precariato alle generazioni che lo subiscono. Il libro è stato il punto di partenza della prima puntata di “Dammi il tempo”, la trasmissione di Rai 3 condotta da Ambra Angiolini. Ad Olimpiadi appena concluse, “Il libro nero delle olimpiadi di Torino 2006” di Fratelli Frilli Editori, ne analizza la macchina organizzativa descrivendola come un moloch che divora 3 miliardi di euro travolgendo interessi di ogni genere: preziose aree naturali invase da costosi ed inutili impianti sportivi; diritti di manifestazione e di critica impediti espressamente dalla “costituzione” del C.I.O.
Per chi invece fosse interessato e incuriosito dal fenomeno degli audiolibri, altrimenti detti libri parlati o fonolibri o audiobook, su 365Bookmark sono disponibili due assaggi di lettura, o forse sarebbe meglio dire di “ascolto”: "Il Giornalino di Gian Burrasca" e "Venezia è un pesce. Una guida", editi entrambi da Il Narratore audiolibri. Molto diffusi sul mercato anglosassone, dove spesso i libri freschi di stampa vedono anche la versione letta e registrata, in Italia gli audiolibri sono una realtà nuova ma in forte espansione, che ha già visto la nascita di progetti a sostegno di soggetti ipovedenti o in generale con problemi di lettura.
Iniziative come quella di www.365bookmark.it dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, il crescente farsi largo delle nuove tecnologie anche nel campo dei contenuti editoriali; ebook e audiobook sono sempre più strumenti a sostegno dell’attività promozionale editoriale e gli stessi produttori dei supporti tecnologici stanno studiando e perfezionando i lettori necessari a questo tipo di fruizione emergente.
Il ritorno del reale - L'avanguardia alla fine del Novecento di Hal Foster
"Questo libro ripercorre la nascita di alcune tendenze e teorie dell’arte a partire dal 1960, ma lo fa con l’intenzione di comprendere l’attualità; cosa produce un presente così diverso, e in che modo il presente, a sua volta, rilegge il passato? Questa domanda coinvolge anche il rapporto tra lavoro critico e storico, e qui nessuno può scappare dal presente, nemmeno gli storici dell’arte. L’analisi storica non dipende dalle posizioni di oggi, ma un impegno nel presente, che sia artistico, teorico e/o politico, appare indispensabile".
Hal Foster
“Qual è il ruolo della critica in una cultura visiva sempre più amministrata da un mondo dell'arte dominato da figure promozionali con scarso spirito critico, e da un mondo mediale di aziende di comunicazione e intrattenimento che non ha alcun interesse per qualsivoglia analisi critica? E qual è il luogo della critica quando viviamo una cultura politica sempre più consenziente, specialmente quando ci troviamo al centro di battaglie culturali con una destra che professa minacce del genere "prendere o lasciare" e una sinistra con dubbi tipo "da che parte stiamo?"". Hal Foster
"Sono tante e di diverso ordine le ragioni per sottolineare l’importanza di questo libro e della sua pubblicazione in italiano a quasi dieci anni di distanza dall’uscita in lingua originale. Inizierei col dire che la portata de Il ritorno del reale non si esaurisce di certo in un arco di tempo così breve, ma anzi, come tutti i contributi significativi destinati ad occupare un posto di rilievo nel panorama del pensiero, è proprio questa prospettiva temporale (una lieve differita la definirebbe l’autore) che ci consente di comprenderne appieno il valore, in particolare alla luce di quanto è accaduto in questi anni e alla luce della direzione in cui molte cose sono andate di cui, “allora” era dato agli sguardi più attenti vederne i germi ma non certo ancora i germogli.La vista lunga, d’altra parte, è un carattere presente in tutta la produzione di Hal Foster. Da Recoding: Art, Spectacle, Cultural Politics, a The Anti-Aesthetic, The Return of the Real, a Compulsive Beauty, fino a Design & Crime che i lettori italiani hanno già avuto modo di conoscere e dove si percepisce quasi fisicamente, l’urgenza di interrogarsi sulle ragioni e sulle possibilità di esistenza dell’arte di oggi, di continuare a confrontarsi con gli interrogativi drammatici e i paradossi che segnano la realtà dell’arte di questi anni, ma non solo. Tutti questi volumi riescono a scandire un passaggio importante degli sviluppi artistici negli ultimi decenni, in ognuno di essi l'autore parte da una prospettiva specifica che poi si rivela estremamente efficace nel condurci a riflettere su un contesto ben più ampio.Concentrando l’attenzione su Il ritorno del reale, credo che siano in pochi ad avere dubbi che si tratti di uno dei contributi che più ha saputo attraversare il presente e offrire una lettura di episodi storicizzati, dal minimalismo, all’arte concettuale, al percorso di Andy Warhol, per arrivare agli sviluppi che hanno segnato una vera e propria svolta rispetto al passato prossimo agli inizi degli anni Novanta. Il procedere di Hal Foster lo si può definire ragionevolmente complesso, in quanto da un lato continua a mantenere aperto e vivo il dialogo con la storia dell’arte, dall’altro si apre ad un confronto reale con discipline confinanti con l’arte stessa". Emanuela De Cecco
Gestione del tempo, la retta via verso un business vincente
Il sistema con cui sempre più frequentemente si sviluppa la vita professionale (e non solo) di ogni persona moderna preclude o frena una corretta gestione del tempo: o se ne ha troppo o troppo poco. Ciò è causato da diversi fattori: lo stile di vita lavorativa, la scarsa elasticità mentale, l’incompetenza nell’uso delle tecniche e degli strumenti per ottenere una comunicazione efficace ecc. «Il tempo stringe»… «Non ho tempo»… «Avrei bisogno di una giornata di 72 ore per poter fare ogni cosa». Tutti hanno pensato o ascoltato questo tipo di frasi almeno una volta. Gestire efficacemente il proprio tempo, imparando a dare le giuste priorità anziché lasciarsi influenzare dalle urgenze, è ormai una qualità indispensabile per potenziare la propria efficacia ed efficienza personale, sia come professionista sia come individuo. Da un esperto di Marketing e Comunicazione, Marco Mancinelli, è nata così l’idea di scrivere un libro che, ricorrendo a uno stile al tempo stesso divulgativo e informale, è un vero e proprio “manuale d’addestramento”: LA GESTIONE DEL TEMPO - Organizzare al meglio il proprio tempo lavorativo, edito da FINSON (Collana Office&Business).
In 128 pagine, l’autore dona al lettore un percorso teorico-pratico attraverso il quale poter formare i suoi pensieri e imparare ad assegnare una scaletta ai vari impegni quotidiani, sfruttando al meglio il proprio potenziale per ordinare sia le idee sia la loro esecuzione. Con La Gestione del Tempo, Marco Mancinelli – editorialista che, dopo aver frequentato diversi corsi di specializzazione in Inghilterra, si occupa di consulenze aziendali e scrive articoli sia per il Web sia per riviste specializzate – trasmette ai propri lettori la sua decennale esperienza nel settore e, attraverso degli input trasmessi con esercizi ed esempi pratici, li aiuta a:
· compiere un’autoanalisi;
· migliorare le capacità organizzative;
· perfezionare i comportamenti;
· stabilire i traguardi;
· decidere le priorità;
· studiare il tempo;
· allargare gli orizzonti delle performance professionali;
· gestire gli imprevisti;
· lavorare in gruppo.
Simpaticamente illustrato con vignette schizzate da Gianluca Cersosimo, il quarto libro di Mancinelli (preceduto dall’uscita di “Fare Marketing”, “Tecniche di Vendita”, “Le Basi della PNL” e seguito da “Parlare in Pubblico”, in uscita nei prossimi mesi) spiega quindi il modo in cui imparare a dominare lo scorrere delle lancette e a non subirlo più.
Il volume, infatti, chiarisce:
· come la gestione ottimale del tempo può divenire uno dei sistemi più vantaggiosi per favorire l’utilizzo del capitale intellettuale di un professionista in modo opportuno, piacevole e fruttuoso;
· perché, in un mondo come quello odierno nel quale è naturale sentirsi aggrediti dalle scadenze e dalla volontà di soddisfare le attese degli altri (clienti, collaboratori, familiari ecc.), è sempre più importante comprendere che la conoscenza di alcune leve utili a influenzare il cosiddetto Time Management ci aiuta a focalizzare il nostro interesse sul presente.
Detto ciò, come specificato nell’introduzione del volume, bisogna precisare che «questo libro si rivolge non soltanto a chiunque operi in ambito aziendale come imprenditore, manager, quadro o impiegato, ma anche ai liberi professionisti e a chi, per i più diversi motivi, ha la necessità di pianificare il proprio tempo in vista della realizzazione di un determinato progetto». Afferrate, perciò, un po’ del vostro tempo e… seguite i consigli di questo testo!
Come Comunicare il Sociale di Francesco Pira
Un saggio rivolto agli operatori del settore – pubblici e privati - , agli studenti dei corsi in Relazioni Pubbliche e Scienze della Comunicazione e a coloro che frequentano Master in Comunicazione Sociale e Pubblica, che si pone l’obiettivo di illustrare gli strumenti e le funzioni della comunicazione sociale.
Il volume vuole infatti essere uno strumento di lavoro per tutti coloro che operano nel sociale, ma anche un punto d’origine per un’ampia riflessione intorno alla comunicazione sociale.
Nel primo capitolo vengono delineati i principi costitutivi della comunicazione sociale al fine di definirne gli ambiti di applicazione e di identificare i diversi attori che utilizzano questa forma di comunicazione - gli enti pubblici e le organizzazioni no-profit -
Nel secondo capitolo il livello di analisi si sposta verso i concetti di “comunicazione pubblica” e “comunicazione sociale”. Vengono infatti tracciati i lineamenti distintivi dei due tipi di comunicazione affermando, in conclusione, che non si può parlare di una separazione tra i due ma, piuttosto, di punti d’incontro tra le due tipologie, riscontrabili nel contenuto. Ampio spazio viene dedicato alle esperienze più recenti ed efficaci di comunicazione sociale a cui Enti pubblici ed organizzazioni no-profit hanno dato vita, al fine di presentare al lettore una serie di case histories che siano spunto per una riflessione sul fenomeno e sulla sua evoluzione in Italia.
Il terzo capitolo è dedicato al rapporto tra non profit e imprenditoria e mira alla comprensione dei cambiamenti derivanti dall’introduzione del principio di Responsabilità Sociale d’Impresa.
Vengono illustrati i concetti di “Sviluppo Sostenibile” e di “Marketing Sociale”, delineando gli ambiti di applicazione di quest’ultimo e le strategie utilizzate per la raccolta fondi, una delle attività più critiche per le organizzazioni no-profit.
Numerose le testimonianze presentate, allo scopo di offrire al lettore esempi concreti cui fare riferimento per impostare efficacemente le proprie azioni.
Particolarmente significativa la conversazione dell’autore a Bangalor, in India, con Sri Sri Ravi Shankar, animatore della Fondazione Art of Living organismo riconosciuto dall’Onu.
Nel quarto capitolo la riflessione è incentrata sul ruolo dei media e sul loro rapporto con la comunicazione sociale, sull’introduzione delle nuove tecnologie, come internet, e sul loro apporto ad una comunicazione senza intermediari lontana dai processi di newsmaking dei media tradizionali.
Particolare rilievo viene dato al giornalismo sociale, che viene presentato attraverso un percorso che va dall’esperienza capostipite di John Bird – presentata attraverso un’intervista - e del suo “The Big Issue”, per arrivare alle agenzie di stampa specializzate nella comunicazione sociale, una realtà professionale vivace ed in crescita.
L’ultimo capitolo, strettamente connesso al precedente, affronta il tema delle nuove tecnologie e di come queste stiano cambiando il modo di comunicare.
L’innovazione tecnologica si presenta come una grande sfida per gli operatori del sociale, poiché il processo di continua evoluzione in atto rischia di generare un “digital divide” proprio in ambito sociale nel quale si opera, invece, per cercare di eliminare le disparità ed offrire benessere e servizi alle fasce più deboli della società.
In questo capitolo è stata inserita l’indagine, con i dati aggiornati al marzo 2005, “Monitoraggio dei siti non profit” realizzata per l’Università di Udine e pubblicata per la prima volta nel marzo 2004, un interessante spunto di riflessione su come le tecnologie sono utilizzate e su quali sono le strategie di miglioramento da utilizzare.
Il volume si chiude con un’intervista a Giovanni Anversa autore e conduttore di Racconti di vita, uno dei giornalisti di riferimento per il mondo del sociale.